Gianni Cestari

“Oro, azuro ed altri coluri”
testo inedito di Claudia Fortini
22 agosto 2009

Gianni Cestari conquista le Delizie estensi. Dopo la Rocca Possente di Stellata, dove da sempre è di casa per le opere ispirate al grande fiume e le  mostre che hanno inciso la storia delle sale espositive, approda alla Delizia del Belriguardo di Voghiera.
“Oro, azuro, ed altri coluri” è il titolo della mostra, inaugurata venerdì sera alla presenza dell’assessore alla cultura del comune di Voghiera Ottorino Baccilieri, di un pubblico numeroso e di grandi artisti ferraresi tra i quali Sergio Zanni, Gianni Guidi, Marco Pellizzola.
Angeli e cieli, acque e parole. Sui passi della storia e nel volo della creatività, Cestari parte dai libri per immaginare con i colori. Come gli appartiene,  entra in punta di piedi nelle sale della Delizia del Belriguardo. Grandi tele aperte, colori ad acqua, ad olio, acrilici. Poche tele che si fondono con l’atmosfera e lasciano parlare pietre e finestre dell’edificio.  “Dal cilindro magico della sua pittura – scrive Graziano Campanini nel catalogo -, Cestari estrae dalla storia colori, memorie, ombre. Con la pittura evoca e convoca i personaggi storici che hanno vissuto in quel luogo e li porta verso di noi”.
L’archetipo della mostra sono le pagine di una lettera con la quale Cosmè Tura chiede al duca d’Este di affidargli “ducanti cinquanta per dare principio a comperare oro, azuro, ed altri coluri per fare parte de dicta opera”.
Il riferimento è proprio agli affreschi, ora spariti, che realizzò sulle pareti. “Sono affascinato da questo luogo – sottolinea Cestari – il portale, la corte, le case ancora abitate con le tende e le porte aperte. Sembra posto d’altri tempi che mi ha ispirato la mostra. Partendo dalle parole di Cosmè Tura ho iniziato a ragionare su qualcosa che non ho mai visto”. Angeli dalle ali d’oro: “Ho dipinto gli angeli perché a loro affidiamo i sogni e i pensieri, sono gli esseri più vicini a noi, che ci danno sicurezza”. Nella ‘Sala delle vigne’ l’artista bondenese appoggia un rotolo leggero che dipinge su carta paglia e lascia andare il pensiero.

Fotografia di Andrea Samaritani